| Nell'ambito dei servizi
per la famiglia, fra le azioni per lo sviluppo del benessere del fanciullo
e per il sostegno dell'attività di genitori, riteniamo debba inserirsi
la promozione dell'allattamento al seno.
Il latte materno presenta
infiniti vantaggi, sia dal punto di vista nutrizionale che dal punto
di vista psicologico, per il bambino ma anche per la madre, vantaggi
ormai ampiamente dimostrati dalla scienza medica. La superiore qualità
nutritiva del latte materno deriva dal fatto che esso contiene tutti
i principi nutritivi di cui il bambino necessita ed è più facilmente
digeribile ed assimilabile di ogni altro cibo per neonati. Il latte
materno protegge dalle infezioni e dalle allergie, aumenta la risposta
immunitaria nel primo anno di vita, ha un benefico effetto protettivo
nei confronti delle malattie. L'allattamento al seno predispone ad un'acquisizione
di peso normale, prevenendo tendenze future all'obesità , aumenta lo
sviluppo cognitivo e sociale dei bambini, risponde ai bisogni psicologici
del bambino di sicurezza,
comunicazione e intimità con la madre.
Per oltre due o più milioni di anni di evoluzione
umana, l'allattamento al seno ha costituito il mezzo più efficace per
andare incontro ai bisogni sia fisiologici che psicologici del neonato,
anche quello nato in condizioni precarie. I progressi della tecnica hanno
portato alla creazione di sostituti del latte materno in grado di far
crescere il bambino anche in mancanza di esso. Tali sostituti non potranno
mai eguagliare tale alimento vivo, specialmente nelle situazioni di povertà
in cui, a meno che la madre non presenti situazioni di estrema denutrizione,
il latte materno rappresenta per il bambino una prima protezione naturale
della sua salute. Infatti il diminuire l'entità e la durata dell'allattamento
al seno nei paesi in via di sviluppo comporta una situazione molto pericolosa
per la salute dei bambini di questi paesi.
Gli interessi economici
delle ditte produttrici di alimenti per l'infanzia, purtroppo, hanno
lavorato per far perdere la considerazione dell'allattamento quale parte
integrante del processo riproduttivo e del latte materno quale miglior
cibo di cui il neonato ha diritto. Ciò è stato possibile anche grazie
a certe affermazioni mediche, che si sono sostituite alla sapienza popolare,
e a una falsa concezione di modernità e emancipazione femminile. La
scienza medica, visti i guasti di tali tendenze, ha ribadito la superiorità
del latte materno e i benefici sia fisici che psicologici per il bambino
e per la madre e molte nazioni si stanno muovendo per preservare l'allattamento
al seno quale elemento vitale di grande importanza per il benessere
del bambino.
Il numero delle donne
che iniziano ad allattare è aumentato ma molte non continuano oltre
le prime settimane di vita. Occorre quindi identificare e ridurre quelle
barriere che impediscono di iniziare o continuare l'allattamento dei
propri bambini, partendo dalla formazione e l'aggiornamento del personale
impegnato nei servizi materno-infantili e proseguendo con il potenziamento
di una valida rete di sostegno multi-settoriale (composta da personale
sociosanitario territoriale, gruppi di volontariato, consulenti professionali
in allattamento ed altri) alla quale le madri possono rivolgersi durante
il periodo dell'allattamento.
Tra i riferimenti normativi
pi ù rilevanti che devono essere evidenziati al fine di individuare
gli strumenti concreti per un'adeguata promozione dell'allattamento
materno troviamo :
- la Convenzione Internazionale
sui Diritti dell'Infanzia, siglata il 20/11/1989 e ratificata in Italia
con la legge n. 176 del 27/5/1991, dove all'art. 24 troviamo che gli
Stati, nello sforzo di garantire il diritto alla salute dei bambini,
adottano ogni adeguato provvedimento per fare in modo che tutti i
gruppi della società ed in particolare i genitori ricevano informazioni
sui vantaggi dell'allattamento al seno e beneficino di aiuto che consenta
loro di mettere in pratica tali informazioni;
- la
Dichiarazione degli Innocenti del 1/8/1990 sulla protezione, promozione
e sostegno dell'allattamento al seno, che fissa per il 1995 quattro
obiettivi operativi, tra cui l'applicazione presso ogni servizio di
maternità delle Dieci norme (i cosiddetti "Dieci
Passi") per realizzare l'allattamento materno, contenuti
in una dichiarazione congiunta OMS-UNICEF;
- la Legge 28/8/1997 n.
285 che dispone stanziamenti economici finalizzati a interventi per
la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza,
per mezzo dei quali possono essere attuati concreti progetti per la
diffusione e la conoscenza dell'allattamento materno.
L'importanza dell'allattamento
al seno è ormai riconosciuto a livello mondiale, ma la difficoltà ad
attuare i principi contenuti nelle Convenzioni sovranazionali deriva
dalla mancanza di idonee leggi di recepimento che a tutt'oggi non esistono.
Rileviamo che ad oggi non è stato nominato "un autorevole coordinatore
nazionale per l'allattamento al seno ......", così come non sono stati
applicati i "Dieci passi", così come previsto nella Dichiarazione degli
Innocenti tra i punti che dovevano essere attuati per l'anno 1995.
La legge 285/97 può essere
uno strumento perché gli Enti locali, Regioni, Comuni, Aziende Sanitarie
in collaborazione con le organizzazioni e le associazioni che da anni
si occupano dell'argomento promuovano progetti per diffondere la conoscenza
ed il sostegno alle famiglie alla pratica dell'allattamento materno.
Il Centro Nazionale di Documentazione e di analisi per l'infanzia, che
ha svolto un egregio lavoro realizzando un'ottima guida per la progettazione
di cui alla legge in questione, potrebbe inserire tra gli aspetti che
riguardano l'infanzia e su cui occorre lavorare per migliorare la qualità
della vita dei minori anche quello relativo all'allattamento al seno.
MAMI (Movimento Allattamento
Materno Italiano) fa parte della WABA,
una rete internazionale di organizzazioni ed individui convinti che
l'allattamento sia il diritto di ogni bambino e di ogni madre, e dediti
alla protezione, alla promozione, e al sostegno di tale diritto, ed
è aperto a chiunque sia interessato a dare il proprio contributo.
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