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Lettera per
far pressione sui Ministeri del Lavoro e della Sanità ed altri
organi governativi e per influenzare la loro posizione nei confronti
del processo di revisione della Convenzione
OIL sulla Protezione della Maternità
Modello
di lettera da inviare:
Ai
Ministeri del Lavoro e della Sanità
I loro
indirizzi:
On.
Cesare Salvi
Ministero
del Lavoro e della Previdenza Sociale
Via
Flavia, 6
00187
Roma
tel.
(06) 46.831
Fax:
06 4742566 - e-mail: rm005213@flashnet.it
http://www.minlavoro.it
D.ssa
Adriana Ricciardi
D.G.
Rapporti Lavoro, Ministero del Lavoro
Via
Flavia, 6
00187
Roma
Tel.
06-4683 2557 - fax 06-7880935
Prof.
Umberto Veronesi
Ministero
della Sanità
Piazzale
dell'Industria, 20
00144
Roma
tel.
(06) 59.941
Fax:
06 59945301 e-mail: segrpartmin@sanita.it
http://www.sanita.it
Ad altre
organizzazioni che possano far pressione sugli stessi
Egregio
___________________
Le
scrivo a nome di [nome del gruppo] riguardo alla revisione in corso
della Convenzione (103) e della Raccomandazione (95) sulla Protezione
della Maternità dell'Organizzazione Internazionale per il Lavoro
(OIL).
Sappiamo
che il Governo ha avuto l'occasione di rispondere alle proposte di revisione
della Convenzione sulla Protezione della Maternità del 1952 entro
il 30 Novembre 1999, dopo essersi consultato con i datori di lavoro
e le rappresentanze dei lavoratori. Tali proposte sono presentate nel
Rapporto IV(1), Protezione della Maternità sul lavoro, e rappresentano
il quarto punto dell'agenda per la Conferenza dell'OIL che si terrà
a Ginevra dal 30 Maggio al 15 Giugno 2000. Tutto il materiale è
anche disponibile su internet all'indirizzo:
http://www.ilo.org/public/english/standards/relm/ilc/ilc88/rep-iv-1.htm
La
risposta del Governo sarà tenuta in considerazione nel preparare
il testo finale della Convenzione.
Noi
chiediamo che il Governo appoggi per la Convenzione:
1.
L'inclusione di pause per l'allattamento al seno (piuttosto che il trasferimento
di questo Articolo 9 dalla Convenzione alla Raccomandazione, che non
richiede la ratifica da parte dei Governi.
2.
Un aumento del periodo di licenza di maternità pagata da 12 a
17 settimane.
3.
L'inclusione della possibilità di allattare al seno o di spremere
il latte materno sul posto di lavoro (piuttosto che la sola inclusione
nella Raccomandazione).
4.
Una frase che specifichi che il costo di tutto ciò dovrebbe essere
a carico del datore di lavoro.
Chiediamo
inoltre che nella Raccomandazione il Governo appoggi:
5.
Un aumento della licenza di maternità pagata dall'attuale suggerimento
di 16 settimane a 6 mesi (26 settimane).
Le
ragioni per queste richieste sono le seguenti:
- L'UNICEF
e l'Assemblea Mondiale della Sanità raccomandano l'allattamento
al seno esclusivo fino all'età di 6 mesi per gli importanti
benefici di salute sia per la madre che per il bambino. Senza appoggio
sul posto di lavoro per le madri che allattano, questa raccomandazione
non po' tradursi in pratica.
- Attualmente
solo poche lavoratrici sono in grado di allattare in maniera esclusiva
per questo periodo di 6 mesi. Molti operatori sanitari ormai riconoscono
i benefici di tale pratica e la suggeriscono alle loro assistite,
aumentando così il numero di donne che si sentono sotto pressione:
ciò che è considerato ottimale per la loro salute e
per quella del bambino non può essere messo in pratica sul
posto di lavoro.
- Per
i principi di equità e di non discriminazione, questi benefici
dovrebbero essere disponibili per tutte le donne che lavorano.
- La
Convenzione dell'OIL è il documento più appropriato
per affrontare il problema delle pause per l'allattamento e l'alimentazione
come logica estensione dei diritti delle lavoratrici durante la gravidanza
e dopo il parto.
- I
benefici di licenze di maternità più lunghe e di pause
per allattare sono ben più importanti dei possibili svantaggi.
Per i datori di lavoro i benefici includono il mantenere lavoratrici
valorizzate, l'aumento della produttività ed un ridotto assenteismo.
Per i lavoratori i benefici includono un miglioramento del benessere
fisico ed emozionale. Per il governo e le autorità di sanità
pubblica una riduzione del costo dell'assistenza sanitaria dato che
i bambini allattati al seno si ammalano di meno.
Tutti
questi argomenti sono discussi in maggiore dettaglio sul sito internet
della WABA (World Alliance for Breastfeeding Action), un'organizzazione
che si prefigge di proteggere la maternità e l'allattamento al
seno:
http://www.waba.org.my/working.htm
Chiediamo
al Ministero del Lavoro che si consulti ampiamente, nel formulare le
sue proposte per la Convenzione e la Raccomandazione dell'OIL e nel
decidere come votare nella riunione di Ginevra a Giugno, con il Ministero
della Sanità e della Solidarietà Sociale.
Cordiali
saluti.
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