Allattare al seno: 
E' un tuo diritto!

COSA FARE SE L?ESERCIZIO DEL MIO DIRITTO ALL'ALLATTAMENTO AL SENO VIENE OSTACOLATO? 

Ogni nazione che ha sottoscritto un accordo internazionale deve riferire periodicamente alle Nazioni Unite su quanto è stato fatto perché tutti possano effettivamente godere dei diritti compresi nell'accordo. Queste relazioni vengono inviate all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e valutate, in sessioni pubbliche e con rappresentanti dei governi interessati, da Comitati che hanno la responsabilità di verificare l'attuazione di questi accordi. Qualora  il governo di un paese non rispetti e non protegga il diritto delle madri di allattare al seno, ci si trova in presenza di  una violazione degli impegni sottoscritti  negli accordi. 
 

Vi sono un serie di azioni che possono essere intraprese dalle organizzazioni nazionali:

  • Far pressione sui governi affinché ottemperino agli obblighi sottoscritti.
  • Inviare ulteriori informazioni ai comitati delle Nazioni Unite sulla situazione dell'allattamento al seno nel proprio paese.*
  • Prendere contatti a livello nazionale con le Organizzazioni Non Governative (ONG) che si occupano della  Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (CRC).
  • Incoraggiare i membri delle ONG ad aggiungere "l'allattamento al seno come diritto" nella propria agenda di richieste.
  • Far pressione sui governi per promuovere interventi legislativi che facilitino l'allattamento al seno dopo la ripresa del lavoro.
  • Spingere i sindacati e le organizzazioni dei lavoratori a portare avanti presso l'OIL l'istanza della discriminazione nei confronti delle donne che allattano al seno nelle sedi di lavoro.
  • Controllare l'applicazione del Codice OMS ed informare i governi che le violazioni del Codice rappresentano anche una violazione del diritto delle donne e dei bambini all'allattamento al seno.
Riconoscimento universale

La protezione, il rispetto, la facilitazione e l'adempimento di questi diritti richiedono un universale riconoscimento dell'allattamento al seno e il suo adeguato sostegno col denaro pubblico. Ogni donna, per avere la possibilità di avviare e mantenere l'allattamento al seno, ha bisogno del pieno appoggio da parte di quelli che la circondano. L'intera comunità è responsabile del fatto che i suoi membri, a partire dai più giovani,  abbiano a disposizione il miglior nutrimento e stato di salute  possibile . Le donne si sentono sostenute quando la comunità le mette a loro agio se allattano in pubblico, fornisce aiuto per superare eventuali difficoltà, offre servizi per facilitare l'allattamento nei posti di lavoro. Il sostegno alla donna che allatta si concretizza anche  quando le strutture sanitarie sono "amiche dei bambini" e quando gli operatori sanitari prendono una posizione etica nei confronti della promozione dei sostituti del latte materno e usano tutta la loro influenza per aiutare le donne che allattano al seno.

* I Comitati dell?Onu più rilevanti sotto questo aspetto dovrebbero essere: Il Comitato per i Diritti dei Bambini; Il Comitato per i  Diritti Economici, Sociali e Culturali; il Comitato per l?Eliminazione delle Discriminazioni Contro le Donne.   Per ulteriore informazione su questi Comitati e le procedure per inviare loro informazioni, si invita a  contattare l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite  per i Diritti Umani (vedi Risorse per informazioni sui contatti). 

Legislazione sulla commercializzazione

In alcuni casi può essere necessario ricorrere a strumenti di legge: 

Il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le risoluzioni adottate in seguito furono  adottati dall'Assemblea Mondiale della Sanità per proteggere l'allattamento al seno. Per rendere efficaci questi strumenti devono essere resi operativi in ogni paese mediante un'adeguata legislazione. Il Codice Internazionale proibisce: 

  • Campioni gratuiti alle madri
  • Pubblicità diretta al pubblico
  • Promozione nelle strutture sanitarie
  • Regali o campioni agli operatori sanitari
  • Parole o immagini che idealizzino la nutrizione con il biberon
  •  Consigli alle madri da parte del personale delle aziende




Protezione della maternità

"La protezione della maternità è una condizione di base per una genuina parità di  opportunità e trattamento per uomini e donne."   OIL, Protezione della maternità nei Luoghi di Lavoro,  pag. 51, 1997

Le donne lavoratrici necessitano di un congedo per maternità retribuito durante tutti i sei mesi di allattamento esclusivo. Questo periodo viene raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'UNICEF. Dopo il ritorno al lavoro, le donne hanno bisogno di pause retribuite e accesso a strutture sia per allattare che per la spremitura del latte.

Tuttavia nella pratica le donne lavoratrici, in varie situazioni lavorative, incontrano molti e diversi ostacoli nel portare avanti l'allattamento al seno. Ad esempio il congedo per maternità può essere disponibile soltanto per le donne assunte con contratti annuali o permanenti, mentre in molti paesi le donne impiegate in agricoltura, nel lavoro domestico o  in attività autonome non sono protette da disposizioni di legge.
 

I bisogni speciali delle donne che lavorano fuori casa 

Anche quando le donne hanno il diritto a congedi retribuiti, in pratica molto spesso non ne usufruiscono. Possono temere di perdere il posto di lavoro o l'anzianità maturata oppure la paga durante il congedo potrebbe risultare  troppo esigua. In altri casi le donne non riescono ad utilizzare i nidi posti nelle sedi di lavoro perché non hanno a disposizione mezzi di trasporto adatti al bambino.

In molti paesi questi bisogni sono raramente riconosciuti come priorità, a causa del basso stato sociale  e della scarsa organizzazione delle donne.

La convenzione OIL per la Protezione della Maternità 103 intende garantire 12 settimane di congedo di maternità e pause quotidiane e retribuite per l'allattamento al seno. La convenzione 103 è in corso di revisione e la successiva versione sarà probabilmente a disposizione dei governi per la sua adozione prima della SAM 2000.
 

Il ruolo del WABA e la Dichiarazione degli Innocenti 


 

WABA è stata in parte fondata per rafforzare l'azione sui quattro obiettivi operativi della Dichiarazione degli Innocenti, adottata nel 1990 durante un incontro OMS/UNICEF da numerosi paesi e approvata dall?Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1991. 

La Dichiarazione degli Innocenti invita i governi a: 

  • Nominare un coordinatore nazionale e un comitato nazionale interdisciplinare per l'allattamento al seno.
  • Assicurarsi che ogni struttura che fornisce servizi per la maternità metta in pratica i Dieci Passi per Allattare al Seno con Successo stabiliti in una dichiarazione congiunta OMS/UNICEF (la base della campagna Ospedale Amico dei Bambini)
  • Rendere operativo il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le successive risoluzioni adottate dall?Assemblea Mondiale della Sanità
  • Emanare provvedimenti legislativi per tutelare il diritto ad allattare della donna lavoratrice.

Webmistress della WABA: Denise Arcoverde