Allattare
al seno:
COSA FARE SE L?ESERCIZIO DEL MIO DIRITTO ALL'ALLATTAMENTO AL SENO VIENE OSTACOLATO?
Vi sono un serie di azioni che possono essere intraprese dalle organizzazioni nazionali:
La protezione, il rispetto, la facilitazione e l'adempimento di questi diritti richiedono un universale riconoscimento dell'allattamento al seno e il suo adeguato sostegno col denaro pubblico. Ogni donna, per avere la possibilità di avviare e mantenere l'allattamento al seno, ha bisogno del pieno appoggio da parte di quelli che la circondano. L'intera comunità è responsabile del fatto che i suoi membri, a partire dai più giovani, abbiano a disposizione il miglior nutrimento e stato di salute possibile . Le donne si sentono sostenute quando la comunità le mette a loro agio se allattano in pubblico, fornisce aiuto per superare eventuali difficoltà, offre servizi per facilitare l'allattamento nei posti di lavoro. Il sostegno alla donna che allatta si concretizza anche quando le strutture sanitarie sono "amiche dei bambini" e quando gli operatori sanitari prendono una posizione etica nei confronti della promozione dei sostituti del latte materno e usano tutta la loro influenza per aiutare le donne che allattano al seno. * I Comitati dell?Onu più rilevanti sotto questo aspetto dovrebbero essere: Il Comitato per i Diritti dei Bambini; Il Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali; il Comitato per l?Eliminazione delle Discriminazioni Contro le Donne. Per ulteriore informazione su questi Comitati e le procedure per inviare loro informazioni, si invita a contattare l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (vedi Risorse per informazioni sui contatti). Legislazione sulla commercializzazione In alcuni casi può essere necessario ricorrere a strumenti di legge: Il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le risoluzioni adottate in seguito furono adottati dall'Assemblea Mondiale della Sanità per proteggere l'allattamento al seno. Per rendere efficaci questi strumenti devono essere resi operativi in ogni paese mediante un'adeguata legislazione. Il Codice Internazionale proibisce:
![]()
Protezione della maternità "La protezione della maternità è una condizione di base per una genuina parità di opportunità e trattamento per uomini e donne." OIL, Protezione della maternità nei Luoghi di Lavoro, pag. 51, 1997 Le donne lavoratrici necessitano di un congedo per maternità retribuito durante tutti i sei mesi di allattamento esclusivo. Questo periodo viene raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'UNICEF. Dopo il ritorno al lavoro, le donne hanno bisogno di pause retribuite e accesso a strutture sia per allattare che per la spremitura del latte. Tuttavia
nella pratica le donne lavoratrici, in varie situazioni lavorative, incontrano
molti e diversi ostacoli nel portare avanti l'allattamento al seno. Ad
esempio il congedo per maternità può essere disponibile soltanto
per le donne assunte con contratti annuali o permanenti, mentre in molti
paesi le donne impiegate in agricoltura, nel lavoro domestico o in
attività autonome non sono protette da disposizioni di legge.
I bisogni speciali delle donne che lavorano fuori casa Anche quando le donne hanno il diritto a congedi retribuiti, in pratica molto spesso non ne usufruiscono. Possono temere di perdere il posto di lavoro o l'anzianità maturata oppure la paga durante il congedo potrebbe risultare troppo esigua. In altri casi le donne non riescono ad utilizzare i nidi posti nelle sedi di lavoro perché non hanno a disposizione mezzi di trasporto adatti al bambino. In molti paesi questi bisogni sono raramente riconosciuti come priorità, a causa del basso stato sociale e della scarsa organizzazione delle donne. La
convenzione OIL per la Protezione della Maternità 103 intende garantire
12 settimane di congedo di maternità e pause quotidiane e retribuite
per l'allattamento al seno. La convenzione 103 è in corso di revisione
e la successiva versione sarà probabilmente a disposizione dei governi
per la sua adozione prima della SAM 2000.
Il ruolo del WABA e la Dichiarazione degli Innocenti
WABA è stata in parte fondata per rafforzare l'azione sui quattro obiettivi operativi della Dichiarazione degli Innocenti, adottata nel 1990 durante un incontro OMS/UNICEF da numerosi paesi e approvata dall?Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1991. La Dichiarazione degli Innocenti invita i governi a:
Webmistress della WABA: Denise Arcoverde |