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Il
tema del 2006 è
OCCHIO AL CODICE:
25 ANNI DI PROTEZIONE
DELL'ALLATTAMENTO AL SENO
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delle idee da attuare
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Il miglioramento delle pratiche di allattamento
potrebbe ridurre le malattie neonatali e infantili e il tasso
di mortalità più di ogni altra strategia sanitaria.
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Il persistere della commercializzazione
non etica dei sostituti del latte materno mina l'allattamento
al seno.
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Nel 2006 possiamo celebrare i successi
ottenuti: più di 60 Paesi hanno emanato leggi su tutti
o molti dei punti del Codice Internazionale di commercializzazione
dei Sostituti del Latte Materno (il Codice) che regolamenta questo
tipo di marketing.
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Ma c'è ancora molto da fare. Le
multinazionali investono milioni nella promozione degli alimenti
per l'infanzia.
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Possiamo accrescere la consapevolezza
sul Codice nelle nostre comunità ed escogitare tattiche
creative per incentivare le autorità a mantenere gli impegni
presi all'Assemblea Mondiale della Sanità.
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Insieme, possiamo fare la differenza,
e salvare migliaia di vite infantili.
25 anni fa fu adottato dall'Assemblea Mondiale
della Sanità (AMS) il Codice
di Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Il Codice
stabilisce semplici regole di base per regolamentare le pratiche di
marketing dannose.
- nessuna pubblicità dei sostituti del
latte materno, biberon e tettarelle;
- nessun campione gratuito di tali articoli
alle madri;
- nessuna promozione nelle strutture sanitarie,
incluse forniture gratuite o a basso costo di latte artificiale;
- i rappresentanti delle compagnie produttrici
non devono avere contatti con le mamme;
- niente doni o campioni personali agli operatori
sanitari. Gli operatori sanitari non dovrebbero mai passare i campioni
alle mamme;
- nessuna immagine di bambini, né parole
che idealizzino l'alimentazione artificiale devono essere presenti
sulle etichette dei prodotti;
- l'informazione agli operatori sanitari deve
essere scientifica e basata sui fatti;
- l'informazione sull'alimentazione artificiale,
inclusa quella sulle etichette, deve spiegare i benefici e la superiorità
dell'allattamento al seno e i pericoli associati all'alimentazione
artificiale.
Allattamento: la priorità
per la salute pubblica
Migliorare le pratiche di allattamento
al seno salva delle vite (1), soprattutto nelle comunità povere.
Può anche cambiare lo stato di salute nelle regioni più
ricche, dove occorrono costose prestazioni mediche per curare gli
effetti negativi dell'alimentazione artificiale sulla salute (2).
Ogni Paese si è impegnato a mettere in pratica la Strategia
Globale per l'alimentazione dei neonati e dei bambini (3) che
dichiara che l'attuazione del Codice è una chiave per la salute
di neonati e bambini. Nonostante le sfide rappresentate da sconvolgimenti
politici e sociali, dalla pandemia dell'HIV, dai disastri naturali
e quelli causati dall'uomo, sono aumentate le donne che allattano
in modo esclusivo nei primi sei mesi di vita (4). Ma anche laddove
l'allattamento è parte della cultura, le pratiche possono essere
ben al di sotto dell'ideale, e dove è l'alimentazione artificiale
è la norma, esse possono essere terrificanti. Ritardare e limitare
le poppate e offrire altri prodotti prima dei sei mesi sono ancora
pratiche comuni che aumentano il rischio di infezioni, allergie, malattie
a lungo termine e morte. L'ignoranza, un'inadeguata formazione professionale
degli operatori sanitari e la negligenza verso il rispetto dei diritti
delle donne danno il loro contributo ai problemi prima citati. Tuttavia,
nessuna di queste condizioni crea effetti dannosi paragonabili a quelli
derivanti dalla promozione dei prodotti coperti dal Codice. I milioni
spesi per il loro marketing competono direttamente con l'allattamento
al seno.
L'alimentazione artificiale è
un'attività ad alto rischio
Il Codice protegge i bambini
alimentati artificialmente attraverso [l'imposizione di standard di]
qualità del prodotto e l'informazione scientifica. È
noto che il latte in polvere (o PIF, da Powdered Infant Formula) può
contenere dei batteri che causano malattie e che hanno arrecato danni
e ucciso dei bambini (5). Negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug
Administration, l'agenzia governativa che si occupa della regolamentazione
dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha proibito l’uso di
latte in polvere in tutti i reparti neonatali. Anche le formule a
base di soia sono rischiose, e svariati governi, tra cui quello della
Nuova Zelanda e della Gran Bretagna, ne scoraggiano fortemente l’uso.
Tuttavia, questi prodotti vengono promossi dalle compagnie senza alcuna
avvertenza sulle etichette (6).
Il Codice è la pietra
angolare della protezione
Da decenni, esponenti di spicco
nel campo della salute pubblica denunciano queste strategie aggressive
di promozione. Questa presa di posizione è stata formalizzata
25 anni fa, quando l'Assemblea Mondiale della Sanità (AMS)
ha adottato il Codice come requisito minimo per regolamentare le pratiche
di marketing dannose. Ogni Stato membro dell'OMS si è impegnato
al rispetto del Codice e delle 11 successive risoluzioni dell'AMS,
ma le pressioni da parte delle potenti compagnie produttrici ne impediscono
tuttora l'attuazione.
Alcuni esempi di violazioni del
Codice
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I materiali e i siti web
delle compagnie produttrici camuffano la promozione pubblicitaria
sotto le vesti di informazioni sull'alimentazione infantile. Minimizzano
i rischi del mancato allattamento e fanno affermazioni come quella
che gli acidi grassi aggiunti nel latte formulato renderanno il
bambino più intelligente.
-
Le compagnie danno una gran
quantità di opuscoli e brochures, contenenti informazioni
ingannevoli, agli operatori sanitari, che spesso li passano alle
mamme.
-
Le formule di proseguimento
sono pubblicizzate come essenziali per la salute dei bambini, convincendo
così le donne ad abbandonare presto l'allattamento al seno.
L'AMS ha dichiarato che le formule di proseguimento sono inutili.
-
Ingenti incentivi finanziari
vengono dati alle strutture sanitarie per distribuire alle neomamme,
alla dimissione, pacchi contenenti campioni di latte in formula.
Molto è stato ottenuto
Nel 1990 solo nove governi avevano
recepito il Codice nelle loro leggi. Al 2005, più di 60 Paesi
sono arrivati ad avere una legislazione che applichi tutte o molte
le disposizioni del Codice. Le indagini mostrano che, laddove il Codice
ha valore di legge, la comunità è meglio protetta dalle
promozioni delle compagnie rispetto a dove il Codice è applicato
in modo meramente volontario. Quando non esiste alcun tipo di regolamentazione,
c'è una liberalizzazione del commercio sregolata, le madri
perdono fiducia e l'allattamento diminuisce (7). Molto di quanto si
è ottenuto è stato grazie all'impegno di gruppi o individui
che si dedicano all'applicazione del Codice. Gruppi come l'IBFAN
(International Baby Food Action Network, la Rete Internazionale
di Azioni per l'Alimentazione Infantile) sono stati pionieri nel monitoraggio
del Codice, nella documentazione, e nella formazione e sostegno di
coloro che si adoprano per ottenere leggi nazionali.
Cosa puoi fare tu, adesso
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Informati su come il Codice
è stato recepito nelle leggi del tuo Paese. I documenti sullo
'Stato del Codice' sono disponibili presso l'IBFAN, www.ibfan.org.
Puoi anche chiedere all'UNICEF o all'OMS (ufficio provinciale, regionale
o principale) per ricevere informazioni sulle attività inerenti
al Codice.
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Verifica l’applicazione
locale del Codice e le violazioni attraverso una rapida prova
di monitoraggio (8): visita supermercati e farmacie, controlla
le riviste e altre pubblicazioni, il web, la TV e la radio. Se è
possibile, dai un'occhiata alle strutture sanitarie locali, sia
pubbliche che private.
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Contatta il coordinamento
nazionale per l'allattamento, o chiunque sia responsabile delle
politiche sull'alimentazione infantile . Offri loro le prove delle
violazioni del Codice che hai trovato, e suggerisci che un gruppo
di lavoro possa fare un piano d'azione per l'applicazione del Codice.
Note
1. Jones G, Steketee RW, Black
RE, Bhutta ZA, Morris SS and the Bellagio Child Survival Group. How
many deaths can we prevent this year? Lancet 2003; 362:65-71. (è
possibile visionare l'articolo in inglese, previa registrazione su
www.thelancet.com)
2. American Academy of Pediatrics. Breastfeeding and the use of human
milk. Section on Breastfeeding. Pediatrics 2005; 115: 496-506. (in
italiano su http://www.ibclc.it/articoli.htm
- "Allattamento al seno e uso del latte umano")
3. ndt: scaricabile
in italiano dal sito MAMI alla pagina “Documenti”
4. Labbock M et al. Trends in breastfeeding 1990-2000. JHumLact in
press.
5. Enterobacter sakazakii, Salmonella, Clostridium botulinum, Staphylococcus
ayreus and other Enterobacter species; Joint FAO/WHO Expert Workshop
on enterobacter sakazakii and other microorganisms in Powdered Infant
Formula. 2004. (ndt: il testo in inglese si trova alla pagina http://www.who.int/foodsafety/publications/micro/feb2004/en/
, mentre per informazioni in italiano consultare www.ibfanitalia.org
6. 2005 BMJ 331 (7511) 2005,p 254 Health Committee warns of potential
dangers of soya. (ndt: in inglese alla pagina http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/extract/331/7511/254-a)
7. Taylor A. Violations of the International Code of Marketing of
Breastmilk Substitutes: BMJ, 11 April 1998:316:1117-1122. (ndt: in
inglese alla pagina http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/316/7138/1117
viene citato, ed è interessante il commento, da Adriano Cattaneo
in questo articolo: http://www.mclink.it/personal/MC6065/RRCC/doc/cattaneo.rtf)
8. nota del MAMI: è possibile partecipare al Monitoraggio segnalando
le violazioni a http://www.ibfanitalia.org/violazioni.asp
WABA è un’iniziativa
globale popolare per proteggere, promuovere, e sostenere l’allattamento,
basata sulla Dichiarazione degli Innocenti e la Strategia Globale
per l’Alimentazione dei Neonati e dei Bambini dell’OMS
e dell’UNICEF. WABA ha l’accreditamento di “consultative
status” con l’UNICEF.
SPONSORIZZAZIONE: WABA non
accetta sponsorizzazione di qualsiasi tipo dalle ditte produttrici
di latte artificiale, accessori connessi, e cibi complementari. WABA
incoraggia tutti i partecipanti alla Settimana per l’Allattamento
Materno (SAM) a rispettare e seguire questa presa di posizione etica.
Il materiale WABA non deve essere utilizzato insieme con, oppure da
parte di, interessi commerciali associati alla produzione o vendita
di sostituti del latte materno, accessori connessi, tiralatti, e cibi
complementari.
Partecipanti alla SAM che riproducono o adattano materiali WABA in
tutto o in parte dovrebbero citare la WABA, mettendo il logo della
SAM nei loro materiali. Spedire copia di tutto al MAMI e/o direttamente
alla WABA.
(Traduzione
in italiano a cura di Annalisa Paini)
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