logo MAMI


Clicca qui se vuoi diventare socio o aggiornare i tuoi dati

 


Allattamento al Seno
- Una Risposta Vitale nelle Emergenze
Sei pronto?

Il Pacchetto delle Idee da attuare

Nota importante: La WABA non accetta sponsorizzazione di qualsiasi tipo dalle ditte produttrici di latte artificiale, accessori connessi, e cibi complementari. WABA incoraggia tutti i partecipanti alla Settimana per l’Allattamento Materno (SAM) a rispettare e seguire questa presa di posizione etica. Il materiale WABA non deve essere utilizzato insieme con, oppure da parte di, interessi commerciali associati alla produzione o vendita di sostituti del latte materno, accessori connessi, tiralatti, e cibi complementari.
Partecipanti alla SAM che intendono riprodurre o adattare materiali WABA in tutto o in parte dovrebbero contattare il MAMI preventivamente e citare la WABA, mettendo il logo della SAM nei loro materiali. Spedire copia di tutto al MAMI e/o direttamente alla WABA.

Clicca qui per il calendario del tema della SAM a colori, formato pdf
Clicca qui per il calendario del tema della SAM in bianco e nero, formato pdf
Clicca qui per il Pacchetto delle Idee da Attuare per la SAM 2009, in formato pdf

OBIETTIVI DELLA SETTIMANA MONDIALE DELL’ALLATTAMENTO AL SENO 2009

  • Attirare l’attenzione sul ruolo vitale che l’allattamento al seno ricopre a livello mondiale nella risposta alle emergenze.
  • Perorare la difesa e il sostegno attivi dell’allattamento al seno prima e durante le emergenze.
  • Informare madri, sostenitori dell’allattamento al seno, comunità, operatori sanitari, governi, enti assistenziali, donatori e media, su come possono sostenere attivamente l’allattamento al seno prima e durante le emergenze.
  • Mobilitare azioni e promuovere contatti e collaborazioni fra chi ha particolari competenze nel campo dell’allattamento al seno e i soggetti coinvolti nella risposta alle emergenze.
ALIMENTAZIONE DEI LATTANTI E DEI BAMBINI IN SITUAZIONI D'EMERGENZA (IFE da Infant Feeding in Emergencies)
Un’emergenza è una situazione straordinaria ed estrema che mette immediatamente a rischio la salute e la sopravvivenza di una popolazione. IFE si occupa di proteggere e sostenere un’alimentazione sicura e appropriata per i lattanti e i bambini piccoli nelle situazioni di emergenza,rivolgendosi sia all’essere preparati nelle emergenze, sia alla risposta umanitaria tempestiva e appropriata nel caso si verifichi un'emergenza, in modo da salvaguardare la sopravvivenza, la salute, la crescita e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini piccoli.

Perché l’allattamento al seno è un’ancora di salvezza nelle emergenze?
Nessun luogo è “immune” alle emergenze, che possono capitare ovunque nel mondo. Qualunque sia l’emergenza – da un terremoto a un conflitto, da un’alluvione ad una febbre pandemica – la storia è sempre la stessa: l’allattamento al seno salva numerose vite.

Nei casi di emergenza, neonati e bimbi piccoli sono vulnerabili in particolar modo nei confronti di malnutrizione, malattia e morte.[1] Ecco qui alcuni fatti derivanti da esperienze passate di emergenza:

  • I tassi totali di mortalità nelle emergenze per bambini al di sotto di un anno di età sono molto più alti rispetto a periodi ordinari e variano dal 12% al 53%.
  • In un programma su larga scala in Niger nel 2005 relativo alla nutrizione terapeutica, il 95% dei 43.529 casi di malnutrizione ammessi alle cure terapeutiche erano bambini di età inferiore a due anni di età. [2]
  • In un programma di nutrizione terapeutica in Afghanistan, il tasso di mortalità era del 17,2% fra i bambini al di sotto dei 6 mesi di età ammessi alle cure terapeutiche. [3]
  • Durante i primi tre mesi del conflitto nella Guinea-Bissau nel 1998, il tasso di mortalità fra i bambini di 9-20 mesi non allattati al seno era sei volte più alto di quello dei bambini della stessa età che erano allattati al seno. [4]
IFE logoMembri ed associati dell’IFE: OMS, UNICEF, UNHCR (Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati), WFP (Programma Mondiale per l'Alimentazione), IBFAN-GIFA (Svizzera), CARE (USA), Save The Children (Gran Bretagna), Save The Children (USA), Action Contre la Faim International Network, Emergency Nutrition Network (ENN - Rete per la Nutrizione nelle Emergenze), Fondation Terre des Hommes e Action Contre la Faim. L’ENN è l’agenzia coordinatrice.
Le fonti per la SAM 2009 sono state sviluppate dall’IFE Core Group. All’interno dell’IFE Core Group (Nucleo operativo della rete internazionale sull'alimentazione dei bambini in situazioni d'emergenza), ENN e IBFAN-GIFA hanno dato il contributo principale allo sviluppo dei materiali. Visita www.ennonline.net/ife

Anche in situazioni di non-emergenza, le pratiche ottimali di alimentazione dei bambini possono significare la differenza fra la vita e la morte. I benefici sono universali – con effetti maggiori nei contesti più vulnerabili:

  • Pratiche sub-ottimali di allattamento al seno sono responsabili delle morti di 1.4 milioni di bambini di età inferiore a 5 anni di età in paesi a basso reddito e situate ovunque nel mondo. [5] Per questi bambini, il sostegno all’allattamento al seno è in cima alla classifica degli interventi che salvano la vita: il 13% delle morti dei bambini di età inferiore a 5 anni potrebbero essere evitate attraverso l’allattamento al seno esclusivo fino ai sei mesi e poi continuato fino all’anno di età. [6]
  • Un quinto delle morti di neonati possono essere prevenute attraverso un tempestivo inizio dell’allattamento al seno esclusivo (allattamento al seno entro la prima ora). [7]

Potete immaginare la differenza che l’allattamento al seno ottimale può fare in caso di emergenza? Consideriamo, come esempio, il più vulnerabile: un bambino appena nato, nato in una situazione di insicurezza e condizioni igieniche scadenti, con acqua sporca, cibo scarso e nessun riparo. Condizioni meteorologiche estreme, mancanza di assistenza qualificata alla nascita o cure mediche, e nascite premature aumentano ulteriormente i rischi. Il contatto pelle-a-pelle immediatamente dopo la nascita e l’inizio dell’allattamento al seno entro un’ora riducono le morti attraverso il nutrimento e la protezione attiva del neonato, aiutandolo a stabilizzare la sua temperatura corporea. Inoltre riduce anche i rischi di emorragie post parto nella madre – una delle cause principali di mortalità materna in tutto il mondo.

L'allattamento al seno è uno scudo che protegge i bambini durante un’emergenza
Il latte materno è l’unica fonte sicura di cibo per bambini, disponibile all’istante, che fornisce protezione attiva contro le malattie e mantiene il neonato caldo e vicino a sua madre. Proteggere, promuovere e sostenere un inizio precoce dell'allattamento al seno, il suo proseguimento in maniera esclusiva per sei mesi, la sua continuazione insieme all’introduzione di cibi complementari sicuri e appropriati fino a due anni o oltre, fornirà la protezione ottimale in questa situazione carica di rischi.

Tre importanti documenti internazionali guidano la linea di condotta IFE nella risposta alle emergenze:

La Strategia Globale per l'alimentazione dei neonati e dei bambini, pubblicata nel 2003, [8] asserisce:

“I bambini sono tra le vittime più vulnerabili delle emergenze naturali o indotte dall’uomo. L’interruzione dell’allattamento e l’uso di alimenti complementari inadatti possono aumentare il rischio di malnutrizione, di malattia e di morte. La distribuzione incontrollata dei sostituti del latte materno, ad esempio tra popolazioni rifugiate, può condurre alla cessazione inutilmente prematura dell’allattamento. Per la grande maggioranza dei neonati è importante proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento al seno, e assicurare un’alimentazione complementare tempestiva, sicura e adeguata.”

Il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, adottato dall’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS) nel 1981, e tutte le successive risoluzioni dell'AMS ad esso inerenti (“il Codice”), mirano a proteggere le madri di bambini allattati al seno e non (o chi si occupa di bambini) da influenze commerciali sulle loro scelte di alimentazione per i bambini. Tutti i provvedimenti del Codice si applicano nelle situazioni di emergenza. La risoluzione 47.5 (1994) in modo specifico sottolinea la questione della donazione di sostituti del latte materno (SLM), biberon e tettarelle nelle emergenze.

La Guida Operativa sull'alimentazione dei lattanti e dei bambini piccoli nelle emergenze (versione 2.1, Feb 2007 - d'ora in poi: “Guida Operativa”) fornisce una guida chiave per le linee di condotta per la preparazione e la risposta alle emergenze. La Guida Operativa riflette i Principi Guida [9] dell’OMS per l’alimentazione infantile nelle emergenze ed è stata integrata e costruita in base al Codice per rispondere alle particolari sfide che le emergenze pongono allla suaapplicazione.

Sfide per proteggere e sostenere l’allattamento al seno durante un’emergenza
Noi sappiamo per quale motivo l’allattamento al seno è importante nelle emergenze e abbiamo linee guide di condotta disponibili. Ma la sfida è “fare in modo che accada”, ovvero, attuare misure per proteggere e sostenere l’allattamento al seno in reali situazioni di emergenza.

L’impatto di un’emergenza sui bambini sarà influenzato dalle pratiche prevalenti di alimentazione, la salute e lo stato nutrizionale delle donne e dei bambini, le risorse disponibili e la natura della risposta umanitaria. Le sfide operative per garantire un’alimentazione appropriata e sicura ai neonati e per mettere in pratica le linee guida, comprendono alcune idee, errate ma molto diffuse, i rischi dell’alimentazione artificiale e le donazioni.

Alimentazione artificiale – alto rischio per tutti i neonati
Il rischio dell’alimentazione artificiale – e la vulnerabilità dei bambini affetti da HIV – sono stati evidenziati in Botswana nel 2005/06. [10] L’uso dei sostituti del latte materno era stato proposto a tutte le madri affette da HIV come parte di un programma nazionale per la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell'HIV. Le riserve di acqua furono contaminate da alluvioni e ci fu un‘epidemia grave di diarrea e malnutrizione nei bambini piccoli. La mortalità nazionale dei bambini di età inferiore a cinque anni aumentò di almeno il 18% rispetto agli anni precedenti. I bambini non allattati al seno erano 50 volte più soggetti ad aver bisogno di ricoveri ospedalieri rispetto ai bambini allattati al seno, ed avevano molte più probabilità di morire. L’uso del latte artificiale ebbe un effetto di “imitazione a catena” e coinvolse un 15% di donne non affette da HIV, esponendo i loro neonati, che altrimenti sarebbero stati allattati al seno, a rischi non necessari.

I neonati che sono nutriti artificialmente hanno bisogno di sostegno specializzato e di un attento monitoraggio. In qualsiasi contesto venga utilizzata l’alimentazione artificiale, occorre un forte sostegno per l’allattamento al seno per proteggere i bambini allattati al seno.

ERRORI COMUNI RIGUARDANTI L’ALLATTAMENTO AL SENO NELLE EMERGENZE

IDEA DIFFUSA: “Le madri malnutrite non possono allattare al seno.”
REALTÀ: Le madri malnutrite possono allattare. Una malnutrizione moderata della madre ha un effetto minimo o nullo sulla produzione di latte. Infatti, la madre continuerà a produrre latte a spese delle sue riserve corporee. Cibo e liquidi in più sono necessari per rifornire le riserve materne, e potrebbe essere necessaria un’integrazione con micronutrienti. La madre avrà bisogno anche di incoraggiamento e sostegno per allattare frequentemente.
SOLUZIONE: Nutrire, prendersi cura e supportare la madre, lasciando che sia lei a nutrireil suo bambino.

IDEA DIFFUSA: “Lo stress inibisce la produzione di latte materno.”
REALTÀ: Lo stress non inibisce la produzione di latte, anche se può interferire temporaneamente con il suo flusso. Le madri che allattano hanno livelli dell’ormone dello stress più bassi rispetto a quelle che non allattano.
SOLUZIONE: Creare condizioni che diminuiscano il più possibile lo stress a cui sono sottoposte le madri – fornire un’area protetta per allattare, una tenda o una zona riservata a madre e bambino, far sì che ricevano rassicurazioni da parte delle altre donne, tenere madri e bambini insieme, ascoltare le necessità particolari delle madri – e assicurarsi che il bambino continui a poppare così da mantenere il flusso del latte.

IDEA DIFFUSA: “Una volta che una madre smette di allattare, non può ricominciare.”
REALTÀ: È possibile per una madre ricominciare ad allattare (rilattazione) – non è mai troppo tardi. In alcune situazioni, le nonne hanno allattato i nipoti. [11]
SOLUZIONE: Offrire sostegno per favorire l’allattamento al seno e la rilattazione.

IDEA DIFFUSA: “Quando una donna è stata vittima di violenza, non può allattare”
REALTÀ: Aver sperimentato una violenza non danneggia l’allattamento né la capacità di allattare.

SOLUZIONE: Tutte le donne che hanno subito un trauma necessitano di un’attenzione e di un supporto particolare. Possono esserci pratiche tradizionali che restituiscano alle madri la loro disponibilità all’allattamento anche dopo una violenza sessuale. L’allattamento al seno a volte può aiutare le donne a riprendersi dalla violenza subita, tenendo sempre presente che la cosa più importante è il rispetto e il sostegno delle loro decisioni e dei loro bisogni.

IDEA DIFFUSA: “Le madri sieropositive non dovrebbero mai allattare.”
REALTÀ: L’allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita è l’opzione più sicura e dà la maggior probabilità per il bambino di sopravvivere senza contrarre il virus, a meno che un’alimentazione completamente artificiale non sia accettabile, fattibile, accessibile, sostenibile e sicura (AFASS) – situazione estremamente improbabile nelle situazioni di emergenza. Dopo 6 mesi, se l’alimentazione artificiale non è ancora AFASS, allora continuare ad allattare al seno con l’introduzione di un’adeguata alimentazione complementare è la scelta più sicura. [12] Il rischio di trasmissione del virus dopo la nascita può essere diminuito tramite l’assunzione da parte di madre e/o bambino di farmaci anti-retrovirali (ARV). Un’alimentazione mista nei primi sei mesi di vita (cioè allattamento al seno alternato con somministrazione di latte artificiale e/o un’introduzione troppo precoce di cibi complementari) è la scelta più rischiosa in quanto aumenta il rischio sia di trasmissione del virus HIV che di infezioni dovute ad altre cause, come la diarrea.
Quando non è nota la sieropositività della madre, le pratiche di allattamento raccomandate sono le stesse che vengono considerate ottimali per il resto della popolazione, senza tenere conto della prevalenza di virus HIV nella popolazione.
SOLUZIONE: Per una guida sui programmi su HIV e allattamento in situazioni di emergenza, vedere www.ennonline.net e/o www.waba.org.my


Donazioni ‘generose’: più dannose che utili!
Durante i soccorsi che sono seguiti al terremoto in Indonesia nel 2006, la distribuzione gratuita di latte artificiale a bambini al di sotto dei due anni portò ad aumentarne l’utilizzo tra i bambini allattati. La diffusione di diarrea raddoppiò nei bambini a cui venne donato latte artificiale (25%) rispetto ai bambini che non ne ricevettero (12%). 13
Le industrie che commercializzano alimenti per bambini possono considerare le emergenze come ‘opportunità’ per entrare nel mercato o rafforzarlo o per migliorare le pubbliche relazioni.
Persone ed organizzazioni non-governative (ONG), inconsapevoli dei rischi e in buona fede, potrebbero donare latte artificiale, altri sostituti del latte materno e articoli per l’alimentazione infantile.
Organizzazioni umanitarie e altri potrebbero ricevere e distribuire gratuitamente queste donazioni senza nessuna consapevolezza degli aumentati rischi per la salute e la sopravvivenza infantile.
Nelle situazioni di emergenza sono state registrate molte violazioni del Codice, associate a donazioni di sostituti di latte materno e accessori connessi. Tali violazioni sono state perpetrate da ONG nazionali ed internazionali, dai governi, dalle forze armate e da individui.

La Guida IFE dichiara che donazioni o sovvenzioni di rifornimenti di sostituti di latte materno, biberon e tettarelle non dovrebbero essere richiesti né accettati nelle emergenze.
- Guida Operativa sull'alimentazione dei lattanti e dei bambini piccoli nelle emergenze (versione 2.1, Feb 2007)


Cosa puoi fare? Sei pronto?
In primo luogo, riconosci di avere un ruolo, pensa a come potresti agire, preparati e agisci. Dovunque tu sia nel mondo, fai in modo che una storia come questa non possa succedere più…

“Una madre era rimasta bloccata su un tetto con molti altri membri della sua famiglia e con la sua bambina di due settimane che era alimentata artificialmente. Non ebbero accesso ad acqua pulita per cinque giorni. La sua bambina fu ricoverata immediatamente appena arrivarono ad Austin, ma morì alcuni giorni dopo.
Il nutrizionista di un’organizzazione umanitaria che portava cibo chiese alla madre se c’era qualcos’altro di cui lei avesse bisogno. La madre chiese aiuto per interrompere il flusso di latte, visto che i suoi seni erano ancora doloranti. Il nutrizionista chiese alla madre perché non avesse allattato la sua bambina mentre era bloccata sul tetto, ma la madre si era sentita completamente incapace di farlo.
Ciò che mi stupisce è che nessuno che si trovava con la madre in New Orleans sapeva che avrebbe semplicemente dovuto attaccare la bimba al seno. Così tante generazioni non hanno considerato l’allattamento al seno come un modo di nutrire i bambini, che se ne è persa la memoria. E così facendo si è perduta anche la bambina.”
- Esperienza di una peer counsellor, Uragano Katrina, USA, 2005

La prontezza operativa in caso di emergenze è la chiave per azioni veloci ed appropriate. Sono sempre necessari, e non solo in momenti di crisi, lo sviluppo di una politica di protezione, una legislazione forte per il rispetto del Codice, la formazione degli operatori sanitari e il rafforzamento delle Iniziative “Amiche del bambino”.

Sollecitare coloro che attuano i piani politici ed economici per rendere un efficace supporto all’alimentazione infantile parte di una normale assistenza medica e di piani di emergenza collaborativi.

Formulare piani per prevenire donazioni di sostituti di latte materno, biberon e tettarelle ed avere un piano d’azione pronto a gestire ogni tipo di donazione che si presenterà durante le emergenze. Creare reti e collaborazioni tra diversi settori.

La preparazione migliore per una madre che si trovi ad affrontare un’emergenza è un allattamento consolidato. Una madre che allatta e confida nella sua capacità di allattare i suoi figli in ogni circostanza si troverà a suo agio proprio nell’allattare e nell’aiutare altre madri a fare lo stesso.

Una volta che ci si trova in una situazione di emergenza, semplici provvedimenti possono fare una gran differenza per una madre che vi si trovi invischiata. Assicurati che le madri siano al sicuro, abbiano un accesso privilegiato al cibo e all’acqua per la loro famiglia, abbiano un rifugio e, se necessario, un posto sicuro dove allattare (in un’area riservata, dove richiesto per cultura).
Dall’acqua all’igiene, alla salute, all’alimentazione, alla protezione dei bambini, alla sicurezza del cibo e alla risposta dei mezzi di sostentamento – vedi tu come integrare in prima linea la protezione e il sostegno di base per l’allattamento nel tuo campo di lavoro.
Ascolta i bisogni delle donne e delle comunità – che spesso sanno meglio di ogni altro come creare ambienti di supporto per loro e le loro famiglie. Gruppi di sostegno costituiti da madri possono giocare un ruolo importante.
Protezione e sostegno devono anche venire ‘da lontano’ – da donatori, dai mass-media, e in generale da tutte le persone che attraverso le loro azioni, finanziamenti, donazioni e articoli sui giornali influiscono sulla reazione alle situazioni di emergenza.

Fai attenzione ai progetti o alle notizie di donazioni di latte artificiale, altri sostituti di latte materno, biberon o tettarelle. Monitorare e segnalare violazioni del Codice nelle emergenze è un passo importante verso la protezione dell’allattamento al seno.

Sii fattivo – una Dichiarazione Congiunta tra diverse Agenzie (vedi il modello di dichiarazione congiunta su www.ennonline.net/resources/view.aspx?resid=237) e comunicati stampa possono essere usati per impedire donazioni.

Lavora sulla comunicazione. Usa la Guida Operativaper i mass-media per divulgare comunicati stampa che rafforzino – e non che mettano a repentaglio – l’allattamento al seno nelle emergenze.

Applica le tue conoscenze – rafforza le pratiche ottimali di allattamento nel contesto di un’emergenza qualsiasi che si verifichi nella tua zona, condividendo collegamenti con risorse e materiali chiave.

Consulenti formate per l’allattamento che possano offrire un’assistenza qualificata sono di grande aiuto durante una situazione di emergenza. Esse/i potrebbero aver bisogno di una formazione aggiuntiva per sviluppare competenze specifiche per le situazioni di emergenza – per esempio, come aiutare madri che sono traumatizzate, bambini /madri malnutriti, madri che hanno bisogno di supporto per la rilattazione, donne che necessitano di supporto per allattare bambini di altre donne.

Contatti utili

AZIONE
CONTATTO/FONTE
Segnalare violazioni del Codice Il Coordinatore IFE durante l’emergenza nutrition@unicef.org
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) cah@who.int
nutrition@who.int
UNICEF dclark@unicef.org
IBFAN International Code Documentation Centre (IBFAN-ICDC), Malesia ibfanpg@tm.net.my
IBFAN Italia violazioni@ibfanitalia.org
Coordinamento su IFE UNICEF a livello nazionale / regionale nutrition@unicef.org
Condividere esperienze sull’implementazione della Guida Operativa IFE IFE Core Group c/o Emergency Nutrition Network o IBFAN-GIFA marie@ennonline.net
info@gifa.org


ALLATTAMENTO AL SENO – UNA RISPOSTA VITALE NELLE SITUAZIONI D’EMERGENZA. SEI PRONTO?

Guida all’azione per l’alimentazione di neonati e bambini nelle situazioni d’emergenza.
Tutti possono avere un ruolo positivo ed importante nella preparazione e/o nella risposta alle emergenze. Sarà la sinergia del nostro impegno ad aiutare un numero maggiore di bambini a sopravvivere e a rafforzare la capacità delle donne di fronteggiare le situazioni critiche. Non limitarti ad una sola categoria, alcune attività sono applicabili a diversi tipi di gruppi. Qui di seguito ne trovi una selezione su cui poter riflettere….

  ESSERE PRONTI ALL’EMERGENZA RISPOSTA ALL’EMERGENZA
SUL POSTO SUPPORTO DA LONTANO

Governo/responsabili politiche nazionali

  • Sviluppare/rafforzare politiche per l’alimentazione di neonati e bambini e progetti e politiche di preparazione alle emergenze che includano l’IFE.
  • Emanare leggi nazionali forti inerenti al Codice.
  • Tradurre le Risorse chiave
  • Fare orientamento e formazione del personale per l’IFE
  • Coordinare e collegarsi con altri networks di operatori. Pianificare per prevenire e gestire donazioni di latte artificiale, biberon e tettarelle
  • Informare i mass-media sui principi guida dell’IFE
  • Includere la promozione, protezione e sostegno dell’allattamento al seno nelle situazioni d’emergenza.
  • Assicurarsi che il sostegno alle mamme che allattano al seno sia presente in ogni settore delle azioni di risposta all’emergenza
  • Prevenire/gestire le donazioni di sostituti di latte materno (SLM), biberon e tettarelle
  • Monitorare e segnalare le violazioni al Codice.
  • Fare attenzione agli appelli per le donazioni di sostituti di latte materno (SLM), biberon e tettarelle ed attivarsi per fermarle.

Sostenitori, consulenti e formatori dell’allattamento al seno (livello nazionale)

  • Garantire l’orientamento e ulteriore formazione sull’alimentazione infantile durante le emergenze
  • Identificare e comunicare con agenzie, comitati locali e comunità coinvolte nella  risposta alle situazioni di emergenza
  • Organizzare un seminario per gli operatori sull’aiuto alle donne e ai loro bambini nelle emergenze.
  • Creare un a rete di personale esperto disponibile per  la formazione e /o l’attività nelle emergenze
  • Organizzare, con i governi e le ONG, una conferenza stampa o un evento mediatico sull’IFE
  • Aggiornare i vostri siti web con collegamenti alle risorse chiave
  • Impegnarsi nelle azioni di prima protezione e sostegno dell’allattamento al seno. Per esempio, formare consulenti e operatori della comunità per le emergenze, fornire consulenze individuali, sostegno da madre a madre, assistenza telefonica
  • Adattare materiali e messaggi chiave al contesto dell’emergenza
  • Individuare organizzazioni che sostengono l’allattamento al seno ed offrire il proprio aiuto.
  • Reagire a campagne ed appelli negativi relativi alle donazioni di SLM

 

 

Enti assistenziali/ONG  e personale delle Nazioni Unite

 

  • Integrare la guida operativa sull’IFE nelle guide e nelle politiche delle organizzazioni
  • Fare orientamento per tutti gli operatori in relazione all’IFE
  • Individuare reti di esperti, consulenti per l’allattamento materno, nei paesi/regioni colpiti dall’emergenza.
  • Formare operatori sanitari/ esperti sull’alimentazione nella preparazione all’IFE
  • Comunicare un progetto chiaro a tutti gli operatori sulla prevenzione e la gestione delle donazioni di SLM, biberon e tettarelle
  • Fare pressione su governi e donatori affinché includano il sostegno all’allattamento materno nei piani d’azione previsti per le emergenze

 

  • Integrare l’IFE in tutti i settori di prima risposta -  alimentazione, salute, rifugio, protezione, ecc.
  • Implementare programmi efficaci per il sostegno e la promozione dell’allattamento al seno
  • Agire per prevenire/gestire donazioni di SLM, biberon e tettarelle

 

  • Sostenere gli operatori sul campo, non chiedendo o accettando donazioni di SLM
  • Sostenere la raccolta fondi ed inviare denaro invece che SLM

Operatori sanitari

  • Aumentare le proprie capacità di sostegno all’allattamento materno e seguire un corso di counselling sull’allattamento al seno, o almeno, un corso IFE per gli operatori addetti alla salute e all’alimentazione nelle emergenze (vedi Modulo 2 su IFE, su www.ennonline.net/resources/view.aspx?resid=4)
  • Implementare le Iniziative Amiche dei Bambini (negli ospedali e nei servizi sanitari territoriali)
  • Premere per corsi di aggiornamento sul counselling in allattamento al seno, e counselling sull’alimentazione infantile  e HIV a livello nazionale e locale
  • Raccogliere informazioni sui tipi di sostegno disponibili per l’allattamento al seno a livello locale e nazionale (consulenti professionali per l’allattamento, peer counsellors, gruppi di sostegno tra mamme
  • Organizzare eventi formativi/un seminario per i colleghi sull’IFE
  • Assicurarsi che le madri e i loro bambini stiano insieme
  • Implementare i “10 Passi per il successo dell’allattamento al seno” in programmi appropriati di salute per i bambini e per i neonati nelle emergenze
  • Assicurarsi che un sostegno efficace all’allattamento materno sia disponibile per le madri prima, durante e dopo il parto per almeno due anni
  • Assicurarsi che esista un’adeguata assistenza al parto per le donne in attesa
  • Assicurarsi che l’allattamento materno sia pienamente sostenuto per le donne affette da HIV a meno che non vi siano le condizioni AFASS per l’alimentazione artificiale
  • Essere vigili sugli appelli per donazioni di SLM, biberon e tettarelle e agire per impedirle

Madri/chi si occupa dei bambini

  • Allattare il bambino esclusivamente al seno fino a sei mesi e continuare fino a 2 anni o più
  • Incoraggiare i vostri gruppi locali di sostegno a discutere della preparazione all’emergenza. Per esempio, pianificare le possibili soluzioni che il gruppo potrebbe trovare per assicurare il sostegno tra mamme per l’allattamento, nel caso ci fosse un gran numero di senza tetto
  • Contattare autorità e gruppi locali e parlare loro dell’IFE

 

  • Continuare ad allattare al seno
  • Offrire sostegno ad altre mamme che incontrano difficoltà o alle mamme di neonati in situazioni di emergenza
  • Prendere in considerazione la possibilità di  allattare altri bambini oltre al proprio ove necessario, ad es. in caso di orfani  o mamme molto malate
  • Aiutare ad organizzare luoghi sicuri per mamme con sostegno da mamma a mamma per l’allattamento al seno
  • Individuare organizzazioni che sostegnono l’allattamento al seno nelle situazioni di emergenza e raccogliere fondi per sostenerle

Comunità

  • Essere preparati in caso di emergenza e far crescere la consapevolezza sull’IFE tra gruppi locali (gruppi religiosi, giovanili, organizzazioni di volontariato)
  • Dare risalto alla necessità di assicurare luoghi sicuri per le mamme e i loro bambini
  • Creare reti con organizzazioni di sostegno alle mamme
  • Fare pressione sui governi per includere il sostegno all’allattamento al seno nei piani d’azione nelle situazioni di emergenza
  • Aiutare  a contrastare la separazione delle famiglie e sostenere reti e collaborazioni in un’emergenza
  • Creare luoghi sicuri per mamme e bambini
  • Ogni persona coinvolta in ogni parte della risposta all’emergenza può dare il suo aiuto, dai vigili del fuoco agli autisti allo staff per la sicurezza
  • Fai parte di una comunità che sostiene o raccoglie fondi per 'giuste cause'? Perché non adottare la causa dell’allattamento al seno durante le situazioni di emergenza?

Media e comunicazione

  • Prendere contatti con operatori sanitari o chi si occupa di alimentazione per sviluppare messaggi chiave sull’IFE
  • Educare il pubblico su come proteggere e sostenere l’allattamento materno nelle emergenze e su come le generose donazioni di SLM possono creare più danni che benefici
  • Pubblicare storie positive che illustrino l’importanza dell’allattamento materno come salva-vita nelle emergenze

(vedi la Guida per i mass-media sull’IFE e sulla Protezione dei bambini nelle emergenze: il ruolo del pubblico – su www.ennonline.net/resources/view.aspx?resid=180)

Donatori

Integrare le disposizioni chiave della Guida Operativa nel materiale d’orientamento

  • Non donare SLM, biberon e tettarelle alle zone in emergenza
  • Sostenere i programmi che sostengono l’allattamento al seno
  • Controllare se le organizzazioni per lo sviluppo hanno delle politiche sull’IFE che rispettano le disposizioni della Guida Operativa


Riferimenti bibliografici

  1. Organizzazione Mondiale della Sanità and UNICEF, La Strategia Globale per l'alimentazione dei neonati e dei bambini. 2003, Geneva: Organizzazione Mondiale della Sanità. Disponibile a: http://www.mami.org/Docs/WHO_docs/Strategia_globale.pdf
  2. Defourny, I., E. Drouhin, et al., Scaling up the treatment of acute childhood malnutrition in Niger. Field Exchange, 2006. 28: p. 3. Disponibile a: http://fex.ennonline.net/28/scalingup.aspx
  3. Golden, M., Comment on: Including infants in nutrition surveys experiences of ACF in Kabul, in Field Exchange, 2000(Issue no. 9, March 2000). Disponibile a: http://fex.ennonline.net/9/comment.aspx
  4. Jakobsen, M., M. Sodemann, et al., Breastfeeding status as a predictor of mortality among refugee children in an emergency situation in Guinea-Bissau. Tropical Medicine and International Health, 2003. 8(11): p. 992-996.
  5. Black, R.E., L.H. Allen, et al., Maternal and child undernutrition: global and regional exposures and health consequences. Lancet, 2008. 371(9608): p. 243-260.
  6. Jones, G., R.W. Steketee, et al., How many child deaths can we prevent this year? Lancet, 2003. 362(9377): p. 65-71.
  7. Edmond, K.M., C. Zandoh, et al., Delayed breastfeeding initiation increases risk of neonatal mortality. Pediatrics, 2006. 117(3): p. e380-e386. http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/117/3/e380
  8. Adottata dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel 2002.
  9. Organizzazione Mondiale della Sanità Guiding principles for feeding infants and young children during emergencies. Geneva, 2004. http://whqlibdoc.who.int/hq/2004/9241546069.pdf
  10. Creek, T., W. Arvelo, et al. Role of infant feeding and HIV in a severe outbreak of diarrhea and malnutrition among young children, Botswana, 2006. in Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections. 2006. Los Angeles, Ca. 25-28 February, 2007. Disponibile: http://www.retroconference.org/2007/Abstracts/29305.htm
  11. Hormann, E. and F. Savage, Relactation: a review of experience and recommendations for practice. 1998, World Health Organization [WHO], Department of Child and Adolescent Health and Development. Disponibile: http://whqlibdoc.who.int/hq/1998/who_chs_cah_98.14.pdf
  12. WHO, UNICEF, et al., HIV and infant feeding: new evidence and programmatic experience: Report of a technical consultation held on behalf of the Inter-agency Task Team (IATT) on Prevention of HIV infections in pregnant women, Mother and their Infants, Geneva, Switzerland, 25–27 October 2006 2007, World Health Organization: Geneva. Disponibile: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/9789241595971/en/
  13. Assefa, F., S.S. (Ninik), et al., Increased diarrhoea following infant formula distribution in 2006 earthquake response in Indonesia: evidence and actions. Field Exchange, 2008. Issue n. 34(October 2008). Disponibile: http://fex.ennonline.net/34/special.aspx

Risorse chiave
Queste e tante altre risorse, compresi manuali di formazione, corsi e versioni tradotte, sono disponibili in inglese a www.ennonline.net, cliccare su “WABA 2009” e a www.waba.org.my
• Operational Guidance on Infant and Young Child Feeding in Emergencies. v2.1, Feb 2007. IFE Core Group. (11 lingue) http://www.ennonline.net/resources/view.aspx?resid=6
• Guidance on Infant feeding and HIV in the context of refugees and displaced populations.UNHCR April 2008.
• Training Module 1 on IFE (for all emergency relief workers) and Module 2 on IFE (for health/nutrition workers).IFE Core Group.
• Media Guide on IFE. IFE Core Group.
• Protecting babies in emergencies: the role of the public. IFE Core Group.
• Guiding principles for feeding infants and young children during emergencies. Geneva, World Health Organisation, 2004.
• Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e pertinenti successive Risoluzioni. Disponibile: http://www.ibfanitalia.org/monitor_codice/Codice_internaz.htm.
• Come fare il monitoraggio del Codice. IBFAN. Disponibile: http://www.ibfanitalia.org/monitor_codice/Come%20fare_monitor.htm
• Focus on the Code in emergencies. 2009. IBFAN-ICDC. Disponibile anche in italiano:
http://www.ibfan.org e http://www.mami.org/sam/sam_09/2009.html
• Toolkit for Nutrition in Emergencies. 2008. Global Nutrition Cluster.
• Module 17 Infant and young child feeding. Harmonised training materials package. Global Nutrition Cluster.
• ILCA statement on breastfeeding in emergencies. 2009. Disponibile:
http://www.ilca.org/files/resources/ilca_publications/InfantFeeding-EmergPP.pdf
• Resources for breastfeeding during Emergencies. 2007. La Leche League International. Vedere http://www.llli.org/emergency.html
• Infant and young child feeding in emergency situations. 2005. Wellstart International. Disponibile: http://www.wellstart.org/Infant_feeding_emergency.pdf
• Acceptable medical reasons for use of breast-milk substitutes. 2009. World Health Organisation, UNICEF. Disponibile: http://whqlibdoc.who.int/hq/2009/WHO_FCH_CAH_09.01_eng.pdf

Nota importante: La WABA non accetta sponsorizzazioni di alcun tipo dalle ditte produttrici di latte artificiale, accessori connessi, e cibi complementari. WABA incoraggia tutti i partecipanti alla Settimana per l’Allattamento Materno (SAM) a rispettare e seguire questa presa di posizione etica. Il materiale WABA non deve essere utilizzato insieme con, oppure da parte di, interessi commerciali associati alla produzione o vendita di sostituti del latte materno, accessori connessi, tiralatte, e cibi complementari.

RINGRAZIAMENTI
Questo Pacchetto delle Idee è frutto dell'impegno e della collaborazione di persone che credono nell'importanza e nell'efficacia della protezione ed il sostegno dell’allattamento nelle situazioni di emergenza: Coordinatori: Julianna Lim Abdullah (WABA), Marie McGrath (ENN), Rebecca Norton and Lida Lhotska (IBFAN-GIFA). Writers: Marie McGrath, Rebecca Norton, Lida Lhotska. Reviewers: Felicity Savage, Christiane Rudert, David Clark, Tanya Khara, Zita Weise Prinzo, Maria del Carmen Cassanovas, Rosa Constanza Vallenas, Victoria Sibson, Caroline Wilkinson, Mary Lung’aho, Pamela Morrison, Ali Maclaine, Karleen Gribble, Anne Callanan, Flora Sibanda-Mulder, Annelies Allain, Elaine Petitat-Cote, Alison Linnecar, Marta Trejos, Marina Rea, Pushpa Panadam, Rosemary Anatol, Rae Davies, Louise James, Chris Mulford, Hiroko Hongo, Els Flies, Sue Saunders, Asha Benakappa, Veronica Valdez, Quan Lee Nga, Sally Page Goertz, Maryse Arendt, Mere Diligolevu, Raj Anand, Yoo-Mi Chung. Production: Susan Siew, Julianna Lim Abdullah and Adrian Cheah. Questo progetto è finanziato dalla Norwegian Agency For Development Cooperation (NORAD).

La WABA (World Alliance for Breastfeeding Action ossia Alleanza mondiale per interventi a favore dell’allattamento) è un’alleanza globale di individui, reti ed organizzazioni che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento al seno basato sulla Dichiarazione degli Innocenti e la Strategia Globale per l’Alimentazione dei Neonati e dei Bambini dell’OMS e dell’UNICEF. WABA ha l’accreditamento di “consultative status” con l’UNICEF. I suoi collaboratori più stretti sono l’International Baby Food Action Network (IBFAN), La Leche League International (LLLI), l’International Lactation Consultant Association (ILCA), il Wellstart International, l’Academy of Breastfeeding Medicine (ABM), e LINKAGES. WABA ha l’accreditamento di “consultative status” con l’UNICEF ed è un’ONG nel Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

In Italia la SAM viene coordinata dal MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano – via Treggiaia, 11 – 50020 Romola (FI) e-mail: info@mami.org web: www.mami.org
Traduzione a cura di Valeria Bonelli, Valeria Braccini e Lucia Francioso.
Impaginazione: Annalisa Paini


 

MAMI logo
 

 

 

 

Proteggere i bambini piccoli nelle emergenze: Informazioni per i Media - un documento prodotto dall'IFE Core Group e tradotto dall'IBFAN Italia

 

copertina Allattare Informati

Mappa dei gruppi di sostegno per mamme
gruppi aiuto

© imagine - Fotolia.com

 

 

 

   
 

MAMI e la privacy

 
MAMI - via Treggiaia, 11 - 50020 Romola (FI) info@mami.org fax 055 3906 9711
Le coordinate IBAN sono IT44 P 07601 02800 0000 2416 3511 (ccp 24163511)
 
© MAMI 1999-2009